Sono varie le motivazioni che portano ad utilizzare la fotografia in psicoterapia: le immagini, osservate e create, diventano potente veicolo espressivo attraverso cui il soggetto può facilmente esprimere emozioni, pensieri e ricordi che diventano così ricco materiale all’interno del percorso terapeutico.
La fotografia proposta nel colloquio clinico favorisce la comunicazione tra psicoterapeuta e paziente che trova nelle immagini metafore di stati d’animo difficilmente descrivibili. La fotografia permette insight specifici grazie alla velocità e all’efficacia del visivo rispetto al verbale.
L’utilizzo della fotografia viene proposto al paziente quando si adatta alla sua modalità di pensiero e alla specifica situazione.

PHOTOTHERAPY TECHNIQUES (Judy Weiser, 1975)

Nei primi anni ’70, in Canada, Judy Weiser, psicologa e fotografa, si rese conto di come ognuno, davanti ad una fotografia, avesse una storia diversa da raccontare, ricca di emozioni e vissuti personali. Judy Weiser iniziò a sperimentare proponendo ai pazienti immagini o chiedendo loro di portare fotografie scattate, raccolte da riviste o autoritratti e foto dell’album di famiglia.
Continuò così per trent’anni sperimentando, videoregistrando e scrivendo casi clinici, arrivando a definire cinque tecniche, le PhotoTherapy Techniques, tutte basate sul processo proiettivo, collegate tra loro ma interdipendenti, adattabili alla formazione del terapeuta e al suo approccio teorico.

1. PHOTO-PROJECTIVES: l’utilizzo della fotografia, proposta dal terapeuta al paziente come strumento proiettivo
2. FOTOGRAFIE SCATTATE O RACCOLTE DAL PAZIENTE: si lavora con le fotografie portate dal paziente in risposta a temi proposti dal terapeuta
3. FOTOGRAFIE DEL PAZIENTE SCATTATE DA ALTRE PERSONE: si lavora sull’immagine del paziente vista da un punto di vista esterno
4. ALBUM DI FAMIGLIA: si lavora con fotografie che parlano della storia e della famiglia del paziente
5. AUTORITRATTI: si lavora sulla rappresentazione che il paziente fa di sé

La Weiser compie un’importante distinzione: definisce PhotoTherapy (Fototerapia) la fotografia utilizzata come strumento all’interno della relazione clinica, mentre definisce Therapeutic Photography (Fotografia Terapeutica) la fotografia utilizzata dal soggetto come strumento di crescita personale senza un intento terapeutico.
Per un approfondimento è possibile visitare il sito del PhotoTherapy Centre di Judy Weiser http://phototherapy-centre.com/

PHOTOLANGAGE (Claudine Vacheret, 1965)

Il Photolangage è l’utilizzo della fotografia come strumento di mediazione nel gruppo, può essere applicato ad interventi con diversi tipi di utenze, quali adolescenti, adulti, pazienti psichiatrici, tossicodipendenti ed anziani, sia in ambito clinico sia in formazione.
Il paziente proietta le proprie emozioni sull’immagine fotografica che è capace di accogliere e contenere i vissuti di ognuno.
Il confronto in gruppo consente di ampliare il proprio punto di vista rispetto al tema; attraverso la discussione viene favorito l’ascolto e la tolleranza alla diversità.